Le patologie che ci impongono di cambiare telaio – Parte 2

Non essendo la bicicletta da strada ammortizzata anteriormente, tutte le vibrazioni e i sussulti provenienti dal terreno, vengono trasmessi in modo diretto alla parte dorsale alta costringendo i muscoli di quella zona a un iperlavoro di tenuta.
Una simile posizione protratta per alcune ore porta a una intossicazione locale della muscolatura cervicale e dorsale, responsabile poi, nel tempo, della perdita di elasticità dei tessuti e ad una possibile sofferenza articolare e nervosa di questo tratto della colonna.
Una posizione più alta del manubrio ed eventualmente più lunga (cioè più distante dalla sella) da adottare in tutte quelle situazioni in cui si presentano problemi da sovraccarico a livello cervicale e dorsale alto, è in grado di ridurre o di risolvere questo tipo di problema.
Con una posizione più alta e più lunga del manubrio, infatti, le braccia risultano più oblique verso avanti e leggermente flesse a livello del gomito: ciò permette di ammortizzare le vibrazioni e i contraccolpi provenienti dal terreno e di trasmetterli in modo meno diretto alla zona dorsale alta. Le mani sono in presa e non in appoggio sul manubrio, e la presa risulta comoda in tutte le tre posizioni: corna cioè sopra le leve di comando, parte orizzontale e posizione bassa o curva manubrio. Anche il tratto cervicale trova giovamento da una tale posizione in quanto il capo è già alto e l’iperestensione del collo è decisamente minore.
Se questa situazione non è realizzabile in modo razionale tramite le correzioni di assetto la soluzione e quella di passare ad un telaio più grande: più alto e più lungo. (fig. 1b).

Scendendo alla zona lombare possiamo le situazioni di sovraccarico e patologie di tipo muscolare e articolare e nervosa in bicicletta, sono strettamente legate, oltre che ad una predisposizione personale, anche ad una posizione bassa del manubrio (scarto sella attacco elevato) e corta (distanza sella manubrio insufficiente). Il bacino e il tratto lombare, rappresentano una zona importante in cui confluiscono sollecitazioni meccaniche provenienti dal mezzo, e, allo stesso tempo, da cui parte l’azione propulsiva degli arti inferiori.

Le lombalgie o infiammazioni del tratto lombare del ciclista, oltre ad una certa predisposizione personale, insorgono più facilmente, quando le misure del telaio e di assetto della bicicletta, costringono il ciclista ad una posizione corta. Ciò comporta una minor distribuzione del peso sulle braccia e un conseguente sovraccarico meccanico sulla parte bassa della schiena costretta ad assorbire le sollecitazioni provenienti dal mezzo.
Anche una posizione di scarto (dislivello) elevato fra sella e manubrio può predisporre a sovraccarico questa parte della schiena ma con un diverso meccanismo di causa ed effetto.
In condizioni normali di posizione eretta, la colonna lombare presenta una leggera curva in avanti (lordosi lombare fisiologica). Quando invece il ciclista sale in bicicletta questa curva si annulla o addirittura diventa contraria (cifosi lombare).
2000 Non solo, durante la prima fase di spinta, soprattutto quando questa è intensa, l’azione del gluteo determina una rotazione verso dietro del bacino che accentua la cifosi lombare. Tale cifosi risulta ancor più accentuata nella pedalata in sella in salita quando, al fine di potare a monte il baricentro del corpo sul punto di spinta del pedale, il busto viene spostato ancora di più in avanti.
A parità di distanza sella-manubrio, maggiore risulta lo scarto (dislivello) e più accentuata risulta la cifosi lombare. Questa condizione può condurre ad un eccessivo lavoro in stiramento della muscolatura lombare che cerca di contenere la curva cifotica. Nei casi più gravi o dove è presente una particolare predisposizione, può verificarsi una infiammazione delle radici nervose, conseguente ad una riduzione dello spazi di passaggio della radice stessa.
Nelle situazioni in cui vi è la confluenza di una predisposizione personale e di una anomalia di assetto difficilmente superabile con le regolazioni di sella e manubrio, è opportuno intervenire sostituendo il telaio attuale con uno più adeguato.

Gli accorgimenti, quindi, che dovranno essere considerati nella realizzazione di un nuovo telaio per un ciclista sofferente di mal di schiena riguardano tutti quegli elementi capaci di aumentare o ridurre la rigidità:
il materiale e i componenti (forcella, ruote, attacco e manubrio);
l’entità dell’inclinazione del tubo piantone;
la geometria e le dimensioni con particolare riguardo alla lunghezza del tubo orizzontale e all’altezza del piantone e del tubo di sterzo al fine di garantire uno scarto sella manubrio adeguato.
La rigidità di un materiale definisce la sua capacità di trasmettere un impulso meccanico. Più un materiale è rigido maggiore è la sua capacità di trasmettere impulsi meccanici; una minor rigidità indica invece che parte dell’impulso viene assorbito dalla sua deformazione.
La rigidità di un telaio può essere interpretata in due modi:
rigidità “verticale” intesa come la capacità di trasmettere verso l’alto gli impulsi provenienti dal terreno;
rigidità “torsionale” intesa come la capacità del telaio di resistere agli impulsi di torsione dati dalla spinta del ciclista sui pedali.
L’obiettivo nella realizzazione di una buona bicicletta è quello di ottenere una bassa rigidità “verticale” e un’alta rigidità “torsionale”.
Nel nostro caso, l’obiettivo principale è quello di limitare la rigidità “verticale”. Per quanto riguarda la rigidità dei materiali la scelta deve ricadere nell’ordine su carbonio, acciaio, titanio, alluminio. Per i componenti è invece opportuno optare per ruote a basso profilo, forcelle in carbonio con un rake ampio (> 45mm).
Nella scelta della geometria è opportuno orientarsi su un’angolazione del tubo piantone uguale o inferiore ai 73° con altezza e lunghezza adeguati alle proporzioni con particolare attenzione a che le dimensioni del tronco vengano rispettate dalla lunghezza del tubo orizzontale anche a costo di andare su un su misura. In genarale, nei casi di sovraccarico e patologie di schiena e collo è preferibile privilegiare un telaio leggermente più grande rispetto a uno leggermente più piccolo.
Per quanto riguarda invece la scelta fra geometria tradizionale e geometria sloping la decisione deve ricadere sul meno compatto telaio tradizionale.

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