Le misure del corpo del ciclista definite anche misure antropometriche sono uniche e diverse per ogni persona. Nei casi più rari, si potrebbero misurare uno o due segmenti uguali (ad esempio lunghezza delle braccia o del tronco), ma difficilmente si riuscirebbe a trovare due ciclisti con due strutture corporee sovrapponibili.
Le misure dei segmenti corporei definiscono, insieme al valore di flessibilità della schiena, le dimensioni della bicicletta e la regolazione dei suoi componenti.
Le misure antropometriche che determinano le dimensioni del telaio e delle misure di posizione sono 10:
1. Cav_ la misura dell’altezza cavallo;
2. T_ la misura del tronco;
3. B_ la misura delle braccia;
4. C_ la misura del femore (segmento coscia);
5. G_ la misura della tibia (segmento gamba);
6. P_ la misura del piede;
7. S_ la misura della larghezza delle spalle;
8. LAI_Larghezza Appoggio Ischiatico
9. le dimensioni delle mani.
10. la flessibilità della schiena;

L’altezza del cavallo è una dimensione che si rileva posizionando il ciclista in piedi con le gambe distese e i piedi paralleli distanti pochi cm fra loro. L’altezza cavallo viene rilevata misurando la distanza perpendicolare che intercorre fra il punto anatomico di appoggio del bacino sulla sella (compreso fra le due gambe) e il suolo nel punto di caduta compreso fra i due piedi.
L’altezza cavallo permette di determinare l’altezza del tubo piantone del telaio e, assieme alla dimensione dei piedi permette di risalire con una buona precisione al valore di altezza ottimale della sella.
La lunghezza del tronco, è la distanza che intercorre fra il punto di appoggio al cavallo e il margine superiore dello sterno compreso fra le due clavicole (fossetta situata appena sotto il pomo d’Adamo).
La lunghezza del tronco è la misura principale che, assieme alla lunghezza delle braccia e alla flessibilità della schiena, determina la dimensione del tubo orizzontale della bicicletta. La lunghezza del tronco, inoltre, sempre in associazione con la lunghezza delle braccia e la flessibilità della schiena, concorre a determinare la distanza sella manubrio.
La misura delle braccia è la distanza che intercorre fra il centro dell’articolazione della spalla e il centro dell’articolazione del polso.
La lunghezza del braccio, assieme alla lunghezza del tronco e alla flessibilità della schiena, come detto, concorre a determinare la lunghezza del tubo orizzontale. Non solo. La lunghezza del braccio concorre a definire la distanza sella manubrio condizionando in modo particolare la lunghezza della pipa (o attacco manubrio). Inoltre assieme alla flessibilità della schiena concorre a determinare lo scarto sella attacco manubrio.
Misura arto inferiore. La misura del femore (segmento coscia) è la distanza compresa fra l’articolazione dell’anca e l’articolazione del ginocchio. La misura della tibia (segmento gamba) è la distanza compresa fra l’articolazione del ginocchio e l’articolazione della caviglia.
La proporzione fra femore e tibia condiziona l’entità dell’arretramento della sella e probabilmente la lunghezza della pedivella.
Un femore in proporzione più lungo rispetto alla tibia condiziona un maggiore arretramento della sella al fine di permettere al ginocchio una migliore posizione rispetto al sistema movimento centrale pedivella.
La misura della larghezza delle spalle è la distanza che intercorre fra il centro dell’articolazione della spalla destra e il centro dell’articolazione della spalla sinistra.
La larghezza delle spalle definisce la larghezza del manubrio, i cui appoggi alle impugnature dovrebbero essere perpendicolari alle articolazioni stesse.
La misura della larghezza del bacino, ma più precisamente della sua parte inferiore costituita delle estremità ischiatiche di destra e di sinistra, rappresenta o dovrebbe rappresentare il riferimento fondamentale per la determinazione della dimensione della sella. Le estremità ischiatiche, infatti, rappresentano il primo elemento osseo di sostegno nella posizione seduta. Quando la sella risulta più stretta rispetto ai due punti ischiatici o più larga si perdono le condizioni ottimali di comfort e di efficienza della pedalata, indipendentemente dalle qualità intrinseche della sella (forma, imbottitura, foro centrale ecc.).

La misura del piede del ciclista deve essere rilevata in modo differente rispetto al classico tallone-punta delle dita. La distanza importante per il ciclista è infatti quella che intercorre fra il tallone e la base delle dita (o teste metatarsali) che rappresenta il punto di applicazione della spinta sul pedale. Tale misura è quella che definisce la regolazione delle tacchette della scarpa. Nel caso, non raro, in cui tale misura fosse diversa fra piede destro e sinistro, la regolazione delle tacchette dovrà tenerne conto con una regolazione differenziata sulle due scarpe.

Le dimensioni delle mani sono importanti per definire la scelta della curva manubrio e al fine di attuare la regolazione delle leve freno. La scelta del manubrio e la regolazione della leva freno devono essere attentamente ponderate in caso di mani piccole
La flessibilità della schiena consiste nella capacità della colonna vertebrale di flettersi in avanti avvicinando le spalle alle gambe e ai piedi. La flessibilità della schiena è determinata sia dal tratto lombare che da quello dorsale. In alcuni ciclisti il grado di flessibilità dei due tratti della schiena è nettamente diverso.
La flessibilità della schiena concorre con la lunghezza del tronco e la lunghezza delle braccia a determinare la dimensione del tubo orizzontale e la distanza fra sella e manubrio; con la lunghezza delle braccia concorre invece a determinare lo scarto fra sella e attacco manubrio.
